La gravidanza
La gravidanza della donna dura mediamente 280 giorni, calcolati dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Gli ormoni rivestono un ruolo fondamentale nell'andamento della gravidanza e nei cambiamenti fisici e psichici della madre e del bambino.
Dopo l'ovulazione, l'ovulo è fecondabile al massimo per 12 ore. Gli spermatozoi devono raggiungere la tuba entro tale intervallo di tempo. Tra la fecondazione e l'impianto dell'ovulo nell'endometrio trascorrono circa sei giorni. Durante tale intervallo di tempo l'ovulo si divide e si sviluppa un agglomerato di cellule (blastocita).
Con la comparsa delle doglie inizia il processo del parto. Le doglie sono contrazioni della robusta muscolatura dell'utero. Gli ormoni sessuali sono meno coinvolti nell'avvio dell'attività uterina, che è invece attribuibile ad altri ormoni, soprattutto l'ossitocina e le prostaglandine.
Il ciclo mestruale si interrompe temporaneamente con l'avvio della gravidanza e durante il successivo allattamento. La prima mestruazione si manifesta tra la 6° e la 24° settimana dal parto. Prima di allora è raro che avvenga l'ovulazione, anche se non si può escluderla completamente. La possibilità di una gravidanza esiste dunque anche in questo periodo.
La gravidanza non è soltanto un evento biologico regolato dagli ormoni, ma comporta sempre anche cambiamenti psicologici e sociali. La vita della futura mamma subisce una vera e propria trasformazione per quanto riguarda la vita di coppia e la professione. Va definito il ruolo proprio di madre, considerando che anche la situazione psicologica della donna è sostanzialmente determinata dal fatto che il figlio sia o meno desiderato.
Desideriamo fornire di seguito una breve panoramica riguardante l'andamento della gravidanza, il parto e l'allattamento.
Fecondazione e annidamento dell'ovulo
I blastociti si annidano nell'endometrio. Sotto l'effetto del progesterone si forma la mucosa gravidica, che crea un ambiente favorevole per l'ulteriore sviluppo del follicolo. Si tratta infatti di una zona ben irrorata di sangue. Inoltre non si verifica lo sfaldamento mestruale della mucosa. Anche la mancanza di mestruazioni è quindi uno dei primi segni di una gravidanza in atto.
Cambiamenti fisici nella madre e nel bambino
Dal blastocita si sviluppa l'embrione, che è protetto da una sacca riempita di liquido amniotico. Il liquido amniotico serve al bambino come serbatoio per assumere ed eliminare liquidi, e gli consente di muoversi. Il sacco amniotico è delimitato verso l'esterno da membrane (corion), sulle quali si sviluppano villi che si uniscono all'endometrio e formano la placenta.
La placenta è l'organo più importante per il metabolismo tra madre e figlio. I vasi sanguigni contenuti nei villi crescono fino a diventare sistemi vascolari sempre più grandi e formano infine il cordone ombelicale. Il sangue materno ricco di ossigeno e sostanze nutritive arriva al bambino attraverso il cordone ombelicale. Anche i prodotti di scarto dell'organismo del bambino vengono trasferiti agli organi del metabolismo della madre (polmone, fegato, reni) attraverso il cordone ombelicale.
Nella placenta si formano anche alcuni importanti ormoni. Nelle prime settimane viene prodotta l'hCG (coriongonadotropina umana), che supporta il corpo luteo gravidico nella formazione di progesterone. Già 2-8 giorni dopo la scomparsa delle mestruazioni, si può dimostrare la presenza di hCG nel sangue o nell'urina della donna come segno sicuro di una gravidanza in atto (test di gravidanza ormonale).
La placenta produce tuttavia soprattutto progesterone, l'ormone predominante della gravidanza. Il progesterone consente la crescita dello strato muscolare dell'utero ma contemporaneamente ne impedisce la contrazione (prevenzione delle doglie). Le ghiandole mammarie si preparano alla funzione dell'allattamento.
Gli ormoni sessuali non influiscono tuttavia soltanto sugli organi genitali, ma anche sull'intero organismo materno. Stimolano la corretta circolazione sanguigna in tutto il corpo in modo che la donna gravida spesso ha un aspetto "fiorente". La sostanziale modifica ormonale comporta tuttavia alcuni problemi, soprattutto all'inizio della gravidanza (ad es. stipsi, accumulo di liquidi nelle gambe).
Parto
Il parto è suddiviso in 3 fasi: il periodo di dilatazione, la fase espulsiva e il secondamento. Nel periodo di dilatazione iniziano le doglie regolari e il sacco amniotico si incurva fortemente fino a lacerarsi. Nella fase espulsiva la cervice uterina è completamente aperta, il bambino incunea la testa nel canale del parto e il processo si conclude con la nascita del bambino per effetto delle spinte.
Nella fase del secondamento avviene il distacco e l'espulsione della placenta.
Allattamento
Le ghiandole mammarie si preparano a svolgere la loro funzione fin dalla gravidanza per effetto degli ormoni sessuali. La produzione di latte viene stimolata dall'ormone prolattina.
Il colostro, il primo latte prodotto dalla donna, è particolarmente importante per il neonato, in quanto è ricchissimo di vitamine liposolubili, proteine e minerali. Colostro e latte sono la migliore fonte di alimentazione del bambino. La suzione del lattante rappresenta lo stimolo decisivo per l'aumento della produzione di latte, che a sua volta determina la liberazione di prolattina nell'organismo. La suzione favorisce anche la formazione dell'ormone ossitocina, che determina l'afflusso di latte al seno. L'allattamento precoce e ripetuto del bambino favorisce la produzione di latte.
Il ritorno del ciclo mestruale
L'utero deve rimpicciolirsi ritornando alle proprie normali dimensioni e la ferita lasciata dalla placenta deve guarire. Ne deriva la produzione di un secreto, il cosiddetto flusso puerperale, che può durare da 4 a 6 settimane e viene espulso dalla vagina. Fintanto che è presente il flusso puerperale, è importante la massima igiene e pulizia per evitare infezioni. Di solito l'ospedale mette a disposizione della puerpera degli assorbenti da utilizzare per il flusso puerperale. Le mestruazioni riprendono normalmente alcune settimane dopo l'allattamento. Spesso, dopo una gravidanza, si modifica l'intensità dell'emorragia. Chieda al suo ginecologo quando potrà iniziare a utilizzare di nuovo i tamponi assorbenti.